– Ehi auguri!
– Ciao… per cosa?
– Di buon anno no?
– Ancora?
– Si possono fare fino al 15 del mese, non lo sai?
– Che c’è, una regola?
– Credo di sì.
– Buono a sapersi.
– Allora, che hai fatto a Capodanno?
– Che palle con sto Capodanno, iniziano tutti due settimane prima e rompere i coglioni per sapere cosa farai, e ora pure due settimane dopo?
– Eh, come sei esagerata… ho fatto solo una domanda. Ora è più cool non festeggiarlo?
– Mica è questione di essere cool, ma mi hai visto?
– …
– E che a me Capodanno non piace.
– Perché?
– Per un sacco di buone ragioni.
– Tipo? Il trenino con Brigitte Bardot di sottofondo?
– Ma quello sarà un modo di dire… l’ha mai fatto qualcuno a parte nelle dirette di Canale 5?
– Oddio che mi hai fatto ricordare… che tristezza.
– Ecco.
– Comunque io l’ho fatto una volta.
– Davvero??
– Sì, e il vecchio dietro di me ha pensato bene di mettermi le mani sul culo e non sulle spalle.
– Pure voi però, se non spiegate bene le regole prima… Comunque no, non è per questo.
– E allora per cosa? Quella storia del divertimento a comando?
– Anche, ma no. Vuoi sapere cosa proprio non sopporto?
– Cosa? 
– Tutto quel rumore e i botti e il conto alla rovescia.
– Cioè l’essenza del Capodanno.
– Esatto. Mi piacerebbe festeggiarlo in silenzio per una volta, tipo che uno sta chiacchierando o ballando o facendo l’amore e poi a un certo punto dici “Toh, siamo nel nuovo anno”.
– Uh che sballo…
– Ma è questo il punto, non capisci?
– In effetti no.
– Tutta quest’ansia, questa aspettativa, come se da un secondo all’altro le cose debbano cambiare solo perché è scattata la lancetta. E tutti a chiedere: ti senti diverso? Eh? Eh? Ma in realtà sei come prima ma non puoi dirlo.
– Beh, la gente aspetta un cambiamento, una svolta, qualcosa di migliore… che c’è di male?
– Ma la vita mica funziona così, scusa.
– In che senso?
– Mica quando ti sta per succedere qualcosa di pazzesco c’è un conto alla rovescia prima. Incontrerai l’amore della tua vita in 4, 3, 2, 1… 
– Beh che c’entra!
– C’entra! Perché  i cambiamenti, quelli veri, quelli che ti scombussolano la vita, che ti fanno trovare in posti che nemmeno pensavi esistessero, succedono e basta. E tu te ne accorgi dopo, quando ci sei dentro, o forse addirittura fuori. Quando a un certo punto noti che in bagno ci sono due spazzolini, o ne è rimasto solo uno. Nessuna freccia luminosa che indica il momento di passaggio. Men che meno un conto alla rovescia. 
– …
– Succede soprattutto con le cose che perdi per strada, o le persone. Lo vorresti tanto un segnale, uno qualunque, anche il trenino con Brigitte Bardot in sottofondo guarda, pur di accorgerti che da quel momento lì, quell’esatto secondo, basta, l’hai persa, o l’hai perso e non torna più. 
– Ci vorrebbe sì, accidenti.
– Infatti. E invece no, però lo teniamo per il cambio dell’anno, manco fosse un evento epocale. E lo sai qual è il risultato di tutta quest’enfasi?
– Squallide cene precotte servite in piatti di plastica che ti fanno pagare 60€?
– No.
– Infilare la lingua in bocca a un tizio di cui ignori il nome allo scoccare della mezzanotte?
– No. I buoni propositi.
– Che c’è di male anche nei buoni propositi? Le palestre ci campano da una vita!
– I buon propositi sono il male.
– Esagerata.
– Dai, dimmi l’ultima volta che ne hai rispettato uno.
– Beh… ora… se mi dai un attimo.. Ah sì, era il 2003 forse.
– Visto?
– Che vuol dire? Io non sono una persona costante, si sa.
– Ok, allora dimmi una persona che conosci che fa una lista di buoni propositi e la rispetta.
– Lisa. La mia collega dell’amministrazione, per esempio. 
– Quella che vi ha invitato per il suo compleanno dicendo ad ognuno cosa doveva portare per regalo e fingendosi poi sorpresa mentre li apriva?
– Sì, lei. Ci aveva dato anche la carta regalo che avremmo dovuto usare.
– Vabbè, possiamo dire che gli ossessivo compulsivi non contano?
– Ok, mi dici qual è il problema nel farsi una lista di cose da fare, o da migliorare?
– L’aspettativa che le cose debbano cambiare come per magia, solo perché è un nuovo anno. Al massimo puoi decidere come vuoi essere tu, e poi vedere cosa succede. 
– Sarà, ma nel dubbio io l’abbonamento in palestra l’ho rinnovato. 
– Buon per te. E per loro, più che altro.
– Ma si può sapere alla fine che hai fatto a Capodanno?
– Un antico rituale di purificazione sciamanico, serve per lasciare andare il vecchio e fare posto al nuovo. 
– Wow.
– Parecchio intenso, sì. Credo che voi occidentali la chiamate influenza, ma non siete per niente poetici. 

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