– Ma te lo ricordi dov’eri un anno fa?
– E come no…
– Quindi?
– E quindi gli anni passano, le cose si trasformano, anche quando pensiamo che non sia possibile.
– Altro che 2012. 
– Già… I Maya si sono sbagliati di qualche anno, o forse c’era un asterisco piccolo piccolo con una postilla tutta per me. O sono semplicemente più lenta, ci metto un po’ ad adattarmi ai cambiamenti.
– Ognuno ha i suoi tempi.
– Sai quella cosa che dicono, che a volte gli anni più difficili sono quelli che ti insegnano di più?
– Sì…?
– Che palle.
– Intanto.
– Però forse hanno ragione.
– Cioè?
– È che negli ultimi 365 giorni ho capito che puoi prendere i pesi, quelli che tolgono il fiato o il sonno, e trasformarli, anche quando ti sembra troppo tutto insieme. Che puoi essere un adulto premuroso verso quel bambino che è ancora lì, da qualche parte, anche se non sai come si fa. Che puoi lasciare quello che è stato e non doveva essere, quello che è successo e non doveva succedere, e andare avanti. Che se cerchi bene un avanti c’è sempre.
– Dici?
– Non lo so, ma io lo spero. E lo cerco. 
– Mi sembra una buona idea.
– E poi ho capito perché quelli che fanno immersione sono almeno in due. 
– Ovvero?
– Beh mentre sei lì sotto a scoprire quanto cazzo sia profondo quel fondale, è rassicurante sapere che in superficie c’è sempre qualcuno su cui contare e che controlli che vada tutto bene.
– Giusto.
– Ah, e anche che quando tutto va storto puoi sempre ballarlo quel caos, accidenti.
– Tempo fa ti ho lasciato una carta dei Tarocchi, te la ricordi?
– Come no. La Torre.
– Tutto crolla per lasciare spazio a quello che realmente E’. 
– Accidenti se avevi ragione. 
– Mica io, loro.
– Vabbè, è uguale. Vedi? Fosse stato un anno come tanti io queste cose probabilmente mica le avrei capite. E mica è robetta.
– Direi di no. Che poi sai che ti dico?
– Cosa?
– Tutta ‘sto gran parlare della trasformazione… 
– Eh.
– Ci hanno fatto credere che quella storia del bruco e della farfalla fosse una metafora new age tanto caruccia, dove un attimo prima sei un bruco un po’ sfigato e un attimo dopo una bellissima farfalla pronta a volare verso orizzonti meravigliosi. 
– E invece no?
– E invece è un processo doloroso e a un certo punto il bruco crede di morire. Ed è proprio in quel momento, quando pensa che davvero non ha più niente da perdere, che rinasce.

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