– Forse aveva ragione Alfred Hitchcock.
– Uno stormo di uccelli incazzati ci ucciderà?
– Ma no, quando diceva che il cinema è la vita senza le parti noiose. 
– Ah.
– Ma anche senza quelle incasinate.
– Cioè?
– Nei film c’è sempre il momento in cui il protagonista capisce quello che vuole, dove sta andando, perché. Giusto?
– Giusto.
– E da lì, bim bum bam, un due tre stella, svolta del terzo atto e va prenderselo.
– Elementare Watson.
– Elementare un cazzo. Mica funziona così nella vita vera. Facciamo che uno ci mette anche dell’impegno a dirsi la verità, ad arrivare ad una qualche forma di illuminazione, un salto quantico, capire qualcosa di importante, magari anche con un aiutino.
– Tipo l’aiuto da casa?
– Da casa, dal bar, da dove ti pare.
– Vabbè, quindi?
– Quindi smetti di dirti bugie. I ben informati dicono che faccia anche dimagrire, pensa te. Altro che la dieta del pompelmo.
– Mavà? 
– Vabbè, fatto sta che sei in connessione con il tuo Io più alto, sei arrivato, sei lì.
– E poi? Come continua il gioco? 
– Eh, appunto. È lì il bello. Se non vivi dentro a un film e sei una persona con un livello medio di casini…
– Uno di noi insomma
– …Esatto, continua con una schicchera di paura che la metà basta, con conseguente stato di incazzatura cosmica.
– Perché incazzatura?
– Ma sì, tutta la radio Londra del caso.
– Chi? 
– Radio Londra. 
– …
– Le voci nella testa. Le sento solo io?
– Le voci?
– Eh.
– Nella testa.
– Sì.
– E non ne hai parlato con qualcuno?
– Ma no scemo, intendo quel flusso di pensieri ininterrotto che ti porta costantemente fuori di te.
– Tipo?
– Non so, una cosa che fa più o meno “rilassati-e-goditi-il-momento-per-un-cazzo-di-minuto-subito-lì-a-farti-prendere-dall’ansia-che-hai-bisogno-di-risposte-altrimenti-guai-tanto-è-inutile-che-ci-provo-figurati-se-ce-la-faccio-ma-chi-io…” And so on.
– Madonna che ansia.
– Lo so. 
– La verità è che essere chi sei a volte è faticoso. Quando quello che scopri va contro tutto quello che avevi pensato per una vita fosse vero per te, spiazza. Tocca conoscersi di nuovo, e il vecchio te scalpita. 
– Caro mio, la vertigine sarà anche voglia di volare, come dice Lorè, ma sta di fatto che si fa sentire. Eccome.
– Ma tu lo sai come si fa ad avere fiducia, a sentirsi capace, a non sentirsi un pulcino bagnato o come se stessi attraversando una stanza piena di gente con un servizio di cristallo da migliaia di euro in mano? 
– Boh 
– Manco io. E ammiro profondamente chi ce la fa, chi ha quella sicurezza, chi sa chi è, cosa può fare, quali sono i suoi talenti. Io a volte me lo dimentico, mi incarto e mi sale l’ansia.
– Forse devi solo credere nel fatto che sei sulla tua strada e che prima o poi i pezzi si incastreranno. Fare un passo alla volta. Non mi vengono in mente idee migliori al momento.
– Non sprecare il proprio talento. Dovrebbero insegnartelo a scuola accidenti. Due basi, un accenno.
– E invece niente, ti ritrovi a doverci pensare da te. 
– Ma di equazioni esponenziali e logaritmi so tutto, grazie tante.
– Ma veramente?
  Si fa per dire ovviamente.
– Ah ecco, mi sembrava. 
– Ma anche fosse, ditemi voi cosa cazzo me ne faccio quando dentro ho un caos che la metà basta?

Photo by Emily Morter on Unsplash

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