– Toh, ma guarda un po’ chi si rivede.
– Ciao…
– Ciao?
– Eh. Ciao.
– Sei sparita tutto questo tempo e torni con un ciao?
– Che devo dire?
– Non so, una cosa tipo “ehi mi dispiace se ci ho messo tanto, come stai? Che si dice? Novità?”
– Ok, ok. Mi dispiace se ci ho me…
– Lascia stare, così non vale.
– Vabbè allora tieniti il ciao.
– …
– Oh senti, ho avuto da fare, ok?
– Cioè?
– Ma sì, tutta una storia di case che adesso non sto qui a tediarti ma complessa, giuro…
– Cioè, ti rendi conto che sei l’unica persona al mondo che pur di non pensare alle cose importanti della propria vita accende mutui ventennali, sì?
– Mica è colpa mia se questi me li danno! No dico, davvero? Dovevano guardare la mia dichiarazione dei redditi, chiedermi “che lavoro fa?” e ridermi in faccia. Punto. Che ne so che gli è venuto in mente…
– Vabbè, vabbè, lasciamo stare.
– E poi non esagerare, sarà passata qualche settimana…
– 9 mesi.
– Quanto??
– Come passa il tempo quando ci si diverte.
– Taci va, ma lo sai che fra poco faccio 37 anni?
– Certo che lo so.
– Io no, ero convinta di farne 36, pensa te…
– Cioè, mi stai dicendo che non sai nemmeno quanti anni hai?
– Approssimativamente sì, ma ci devo pensare, ecco.
– Gesù, ma tu sei messa malissimo.
– Dici?
– Dico.
– È che ti giri un attimo ed è passato quasi un anno. Come cazzo è che ha preso ad andare tutto così veloce?? Che ne so io dove va il tempo…
– Io lo so.
– E ti pareva. 
– Va dove è sempre andato, ma tu ti ostini con ‘sta cazzata di aspettare il momento giusto, che sia tutto perfetto, che succeda chissà che, che arrivi il segno. E intanto il tempo passa. E lo sai perché?
– Tanto lo so che me lo dici lo stesso.
– Perché la vita è il caos che c’è in mezzo, sono le cose che succedono mentre tu aspetti che sia tutto come in un film, la luce, la colonna sonora, i protagonisti. Ma indovina? Non succede mai. O quasi.
– Lo diceva anche John Lennon.
– E aveva ragione.
– Vabbè, quindi? Che si fa? Io non lo so se ho voglia tutte le settimane di ricom…
– Così è difficile però. Ma perché ti devi sempre complicare le cose, me lo dici? Sono io la voce nel tuo cervello, dovrei farle io certe cose. Perché mi vuoi rubare il lavoro? Eh? Me lo spieghi?
– Non lo so… così, non vorrei dare disturbo e vengo già ansiata da casa…
– Mio. Dio. 
– Lo so, lo so. Non dire niente.
– Comunque, tornando a noi. Smettila con tutte ‘ste regole. Chi. Se. Ne. Frega. Divertiti, fai qualcosa che ti dia gioia. E se non te na dà più smetti di farlo. Semplice.
– Semplice…
– Hai presente il divertimento?
– Più o meno…
– Dai fondamentali bisogna partire con te.
– E dai, non ti arrabbiare.
– Ma no, mi fai pure tenerezza, mi fai.
– Grazie.
– Figurati. 
– Però forse dovrei almeno programmare un nume…
– Ora urlo.
– Va bene, va bene. Ma nemmeno un paio di…
– No.
– Uno schema per…
– No. Hai rotto il cazzo.
– Ok. Non c’è bisogno di scaldarsi. E quindi che faccio?
– Niente. Tutto. Quello che ti pare.
– Ma è spaventevole.
– Ve’? Benvenuta amica mia. Poi passa. O forse no. Nel dubbio buon divertimento.

Photo by Gia Oris on Unsplash
 

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