Cos’è la creatività

Intanto, partiamo dalle basi: cos’è la creatività, e soprattutto, chi è una persona creativa?
Vi sentite tagliati fuori dal discorso perché pensate che essere creativi significhi essere bizzarri, eccentrici, avere idee strane o molta fantasia? Quando pensate alle persone creative vi vengono in mente artisti, pittori, uffici marketing (uahahahah), scrittori, geni (?), e pensate che non faccia per voi? Peccato, perché state tagliando a fette troppo grosse, amici miei.
La creatività entra in campo quando adottiamo un nuovo approccio per affrontare quello che stiamo facendo. E, aggiungo io, quando non siamo certi del risultato. Credetemi, quando torneremo al lavoro, sarà questa la vera differenza. Chi riuscirà ad affrontare i problemi in maniera creativa e chi no.
Ora, prendiamoci tutti per mano e ripetiamo: avere talento non significa necessariamente essere creativi e, soprattutto, non basta. Bisogna comprendere il proprio processo creativo, o mandiamo tutto in fumo. È come avere una Ferrari ma andare con il freno a mano tirato. Uno spreco.
La creatività è magica? Esiste la Musa? Sì e no. C’è chi sta solo da una delle due parti, ma io credo che siano vere entrambe. Perché il processo creativo è complesso, è fatto di fasi, stop and go, montagne russe, momenti di estasi, buio profondo e apparenti contraddizioni. Io rifuggo quelli che promettono “scrivi il tuo libro in 10 giorni” o “applica queste 4 regole” eccetera. Ma se fosse così facile, secondo voi, non lo farebbero tutti? E quelli che hanno scoperto un segreto e lo condividono con voi alla modica cifra di 99.99€, ma è un affare eh, non lo userebbero per loro? Perché non c’è nessun segreto e, ahimè, nessuna scorciatoia. Però si possono leggere i segnali, aiutarsi a entrare nel flusso, usare pratiche ed esercizi.
La creatività appartiene all’essere umano. Voi siete degli esseri umani, quindi sì, appartiene anche a voi.
Guardatevi intorno, per casa, (dove altrimenti?) e osservate tutti i risultati del vostro processo creativo: una ricetta, la disposizione dei mobili, un quadro, un diario che avete scritto, la soluzione ad un problema, il modo in cui svolgete il vostro lavoro o vi guadagnate da vivere, un cambiamento che avete apportato. Non mi interessa se quel libro ha venduto milioni di copie, se quel quadro è esposto al Moma, se quella soluzione è stata adottata universalmente o se dopo aver cambiato lavoro siete diventati milionari. Non voglio un giudizio, né in termini di qualità né di popolarità, voglio fatti, nomi, cognomi e codici fiscali, cose che qualunque giuria accetterebbe come prove a carico.
Se invece siete già consapevoli del fatto che la creatività fa parte della vostra vita, pensate all’ultimo progetto o situazione che avete creato. Cosa avete fatto? Come? Perché? Nel dettaglio però. Cercate di ripercorrere tutti i passaggi. “Ho scritto un libro” o “ho cambiato lavoro” non vale. Troppo generico. Fate mente locale, tornate indietro e scrivete tutto, passo dopo passo.
Ah sì, come vedremo anche nelle prossime pillole, scrivere è fondamentale. Le migliori idee sono morte di “non me lo scrivo, tanto me lo ricordo…” Basta, sparite per sempre. Trovate un quaderno o qualcosa che ci assomigli, io consiglio di scrivere a mano ma se non potete fare a meno di una tastiera fate come vi pare, ma fatelo. Non lasciate fogli sparsi, vi vedo al prossimo trasloco dire “Cos’è che c’è scritto qui?”. Ma parleremo anche di organizzazione.
Per ora si può iniziare da qui. Se vi va di dirmi cos’è la creatività per voi, se qualcosa non vi torna, e in quale campo, settore o problema vorreste applicarla, scrivetemelo sotto.

“Il primo passo non ti porta dove vuoi, ti toglie da dove sei” (Attribuita a Alejandro Jodorowsky)

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