Cosa succede dopo che ho raccolto abbastanza informazioni? Di solito arriva lei: la nostra amica frustrazione.

Avete presente quei tizi al circo che tengono in equilibrio i piatti mentre li fanno girare? Ecco, quelli siete voi quando vi viene un’idea o avete una domanda e iniziate a mettere insieme i pezzi. Uno, due, tre… fino a qui tutto bene. Quattro, cinque, sei… ehmm, no aspetta, che c’entra adesso questo? E come si può collegare con quell’altro pezzo? Sette, otto, nove… E quindi??? Ciao, amica frustrazione, ti stavo aspettando.

Ora, intendiamoci. La frustrazione non è uno stato che può capitare oppure no, dipende da quanto siamo stati bravi prima. La frustrazione È parte del processo creativo. Se vogliamo accettare di vivere una vita creativa dobbiamo sapere che nel pacchetto c’è tutto, non è un viaggio in autostrada, ma un’infinita serie di stop and go.

Quindi, dicevamo: mai successo di sentirvi persi, arrabbiati, confusi mentre lavoravate ad un progetto? Quello è il segno che la nostra mente conscia non è in grado di processare tutte le informazioni che abbiamo trovato e dobbiamo lasciar fare all’inconscio. È arrivato il momento di passare alla fase successiva, ovvero l’incubazione.

Io ve lo dico: continuare a scervellarsi sulla soluzione alimenta la spirale di frustrazione, provare per credere. E, soprattutto, vi fa perdere ancora più tempo. Vi è mai capitato ad esempio di “dormirci sopra” e l’indomani avere le idee più chiare? Questo perché, come abbiamo già detto, la mente continua a cercare una soluzione, una risposta, che noi ne siamo consci oppure no. L’inconscio è il terreno dell’intuizione, lì non esiste auto-censura, le idee si ricombinano fra di loro secondo associazioni, disegni e immagini imprevedibili. In poche parole, dobbiamo aprirci all’attesa. Non serve necessariamente dormire eh, potete semplicemente dedicarvi ad altro. Einstein, per esempio, quando non riusciva a trovare una soluzione ad un problema matematico, suonava il violino.

Vi vedo che vi state chiedendo: sì ma quanto? Un’ora? Dieci minuti? Un giorno? Due settimane? Lo so che sperate ci sia una risposta a questa domanda, ma la verità è che dipende e indovinate chi lo decide? Il vostro inconscio. Però intendiamoci, siete nella stessa squadra, state lavorando allo stesso obiettivo, non siete uno contro l’altro. Quindi per esempio potreste dire gentilmente al vostro inconscio “Senti, io non ci arrivo, puoi pensarci tu?” E, se questo è il caso, continuare con “Non ho però molto tempo, vado a fare una passeggiata, quando torno devo chiudere questa presentazione, vedi un po’ cosa riesci a fare”. E scoprire se quando tornate succede qualcosa. Diventate amici del vostro processo creativo, imparate a conoscervi, magari alcune cose per voi funzionano meglio di altre. Vi dò un paio di spunti, magari ne avete altri che funzionano a meraviglia. Ottimo, teneteveli stretti!

Ad esempio potreste dormire. Non solo la notte, se la frustrazione arriva durante il giorno, se potete, fate un riposino di 20 minuti.

Oppure uscite a fare una passeggiata, se possibile in un parco (in questo momento capisco sia complicato, ma ricordatevene quando finirà questa storia. È una delle mie “modalità stacco” più produttiva).

Mettete su della musica e ballate. Non siete alla Scala, chi se ne frega dei passi. Forse all’inizio vi sentirete un po’ ridicoli se non siete abituati, ma iniziate a muovere il corpo e svuotare la mente, poi quella sensazione passa. Io ho la mia personale compilation “dance it out”, mi è tornata molto utile e, indovinate? È un’ottima alternativa alla passeggiata ora che siamo chiusi in casa.

Cambiate stanza o luogo di lavoro (sempre se vi è possibile e non lavorate in un ufficio. In questo caso, è arrivato il momento di una pausa caffè)

Se siete a casa, lavate i piatti, o date l’acqua alle piante, o fatevi una doccia. L’acqua e l’inconscio vanno molto d’accordo.

Suonate uno strumento. Se funzionava per Einstein, perché non dovrebbe funzionare per voi?

Guardate immagini, foto, cartoline, dipinti o disegni e chiedetevi qual è più simile o quale vi ricorda a sensazione la vostra idea.

Insomma, fate quello che vi pare, ma fate altro e fidatevi del vostro processo creativo.

“Il momento più buio della notte è un attimo prima dell’alba”

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