Ragazze del secolo scorso e plugin

– La smetti di controllare se ti ha scritto? È patetico.
– Dici che mi ha illuso così poi è sparito? 
– Non credo, gli hai chiesto quanto voleva… 
– Neanche più i soldi bastano. Ma io dico, che deve fare una?
– Ti sta chiamando…
– Oddio mi sta chiamando…
– …
– …
– Comunque non è mica da tutti riuscire a farlo.
– Cosa?
– Parlare di cose tecniche di cui non sai un’emerita mazza e fingere che stai capendo. 
– Zitta, non mi distrarre che altrimenti è finita. Cs…qualcosa… Ecco, grazie tante. 
– Perché invece fino ad ora stavi capendo. 
– No che c’entra, però stavo memorizzando. 
– Pazzesco, la faccia non ha nemmeno un’espressione.
– Shhh, mi sto concentrando per non muovere neanche un muscolo, i tecnici quando fiutano che non stai capendo un cazzo iniziano a usare parole ancora più difficili. Il segreto è nella testa. Devi inclinarla così, vedi? E poi muoverla impercettibilmente.
– Mio dio, notevole davvero. Ma sei al telefono, non ti vede.
– Sentono la paura, come i cani. Comunque sì, è uno dei miei talenti. Fingere di sapere cosa sto facendo anche se non ne ho la più pallida idea.
– Dovresti monetizzarlo ‘sto talento. Non so, entrare in politica.
– Ma figurati, non sono mica un Fontana qualunque. Non faccio del male a nessuno io. Al limite finisco per fare delle scelte di vita discutibili.
– Però hai visto quando gli hai scritto se poteva risolvere il problema come ti ha risposto sicuro? “Sì certo, ci penso io”
– Senti io lo so che sono una persona adulta e che quella storia del principe azzurro che viene a salvarti è una cazzata. So tutto, davvero. Ma in questo momento della mia vita per un “ci penso io” pagherei oro. E mi viene pure un po’ da piangere.
– Ecco, non dirglielo perché ancora non ti ha detto quanto vuole.
– Ah già. 
– …
– Dev’essere bello però.
– Cosa?
– Quando qualcosa non va, nella vita dico, qualcuno ti manda una mail e ti dice: non stare a scervellarti, è questo plugin qui che non funziona. Se lo sistemi torna tutto a posto. 
– Cos’è un plugin?
– Non lo so, ma c’era scritto così.
– Ah.
– Non che uno va per tentativi e le crisi esistenziali e non sono felice e mi manca qualcosa e oddio…
– Ma anche fosse, poi tu lo sapresti aggiustare?
– Uh sta mania di aggiustare tutto… A volte le cose si possono lasciare anche così come sono. Guardarle per un po’ insomma, e vedere che succede. 
– Anche il plugin?
– No quello lo devo sistemare mi sa, o il sito non si vede.
– Ma hai capito almeno cos’è ‘sto coso?
– No.
– A posto.
– Oddio.
– Cosa?
– È successo.
– Cosa?
– L’ha detto? Sì l’ha detto.
– Ha chiesto tanto?
– Ma va. Peggio.
– Cioè?
– Mi ha detto “grazie a LEI”. Lei?? Ma lei chi ragazzino??
– Gli hai detto di nuovo quella storia che usi ancora l’agenda di carta?
– Eh.
– Fai tu.
– Ma è vero che ho l’agenda di carta, e i quaderni di appunti, e le lavagne, e scrivo a mano, e non ho idea di cosa sia un webinar e Zoom e tutti questi social che mi pare evidente che io non sappia usare. Non ne faccio mica un vanto eh.
– Ci mancherebbe… 
– “Grazie a lei”. Mi fa male il cuore.
– Quindi?
– Quindi ha detto che ha risolto, non ho ovviamente capito come, a me sembra pura magia. Ma io sono una ragazza del secolo scorso, in fondo.

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *