Illuminazione spirituale cercasi. Possibilmente in saldo.
A volte serve che tutto crolli per trovare il coraggio di attraversare certe distanze e scoprire che dall’altra parte, alla fine, ci sei Tu.

Agata pensava di avere tutto sotto controllo: i suoi progetti, il suo matrimonio, la sua vita perfetta. Ma quando tutto va in pezzi deve decidere cosa fare: rimettere faticosamente insieme le cose, riportarle alla loro posizione originale anche se non è quella naturale, o andare verso il caos più totale, quello che spaventa ma che alla fine può liberarti. Guarirti, persino. Inizia così un viaggio alla ricerca di risposte, segreti che spuntano fuori dai cassetti e nuove scoperte.

«Era uno di quei momenti in cui arrivi al punto di rottura, quando la paura che ti paralizza diventa adrenalina, quando anche se sommi tutti i motivi per stare dove sei, non trovi uno straccio di scusa per rimanere immobile. Credo capiti ai sognatori, ai coraggiosi o ai disperati, quelli che ormai non hanno più niente da perdere. Qualunque cosa ti abbia portato al preciso momento in cui perdi le certezze e i punti di riferimento, ormai sei lì, ci sei. Da parte sua l’Universo si convince che stai facendo qualcosa di enorme, e ti viene incontro. Ma la prima mossa sta a te».

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incipit

Dicono che quando cerchi quello che vuoi, trovi quello di cui hai bisogno.
Non so chi l’abbia detto, ma dev’essere qualcuno con una notevole visione d’insieme e una spiccata propensioneall’ottimismo. Perché a volte quello di cui hai bisogno è vento forte che ti scompiglia i capelli, sono onde alte che ti fannofare un paio di capriole ed entrare acqua nelle orecchie e, diciamocelo, non è sempre entusiasmante.
Certo, magari dopo arrivano i regali veri, quelli da vincita al Superenalotto che capitano una volta nella vita, ma il dopo è semplice per tutti. Guardarsi indietro e unire i puntini è roba da ragazzi in confronto al prima.
Perché prima c’è l’ansia di venir portati via da tutto quel vento. C’è la paura di annegare. C’è il vuoto che ti prende allo stomaco quando senti che sta per mancarti il terreno sotto i piedi. La vertigine insomma, un po’ come nelle giostre delLuna Park. Quelle in cui, non si sa bene come, ti ritrovi sospeso a testa in giù a un’altezza a cui nessuno dovrebbetrovarsi, specialmente se sei sottosopra.
Il prima, dicevamo.
Io ero una di quelle persone che danno per scontate le cose.
La so anch’io tutta quella storia della gratitudine e dell’essere consapevoli di ciò che si ha, oltre che di ciò che si è. Sta difatto che poi ci distraiamo e ce ne dimentichiamo. Capita che diamo per scontato quanto sia bello tornare a casa e trovarela cena in tavola e ce ne ricordiamo solo un mercoledì sera, quando nel frigo c’è l’eco e i supermercati sono chiusi. O che ilmare sia lì, limpido e pacifico, finché passa una petroliera, scarica schifezze varie e diciamo
«Uh, com’era bello però».
Io fino a poco tempo fa davo per scontato il fatto di avere una vita perfetta. Me ne sono ricordata nel momento in cuimio marito mi ha detto: «Voglio il divorzio».
Cos’è che vuoi, tu?